AL FARO  Virginia Woolf

AL FARO, di  Virginia Woolf

ACQUISTALO SU IBS ACQUISTALO SU LA FELTRINELLI ACQUISTALO SU LIBRACCIO

Si possono acciuffare, circoscrivere e cristallizzare i moti dell’anima?
Si può intrappolare nelle parole il fluire del pensiero?

Si è capaci di dare un senso logico a tutto ciò – osservazione, ispirazione, supposizione, immaginazione, proposito, intenzione, disegno, spirito – che in un istante attraversa la mente o fa sobbalzare il cuore?

Si può fermare quell’infaticabile scorrere tempo oggettivo, chiuso in una fredda o ostile incapacità di reazione o partecipazione affettiva, impassibile, indifferente, e riannodare il cordone usurato di un passato freudiano, consapevole o inconsapevole, con il solo incessante rullio della mente?

 

Scavalcare gli anni per ritornare a quei pensieri sospesi, a quei tumulti troncati che si nascondono nei silenzi rumorosi di parole non dette, dietro il luccichio di un bottone, di fronte una finestra aperta, nell’azzurro del cielo e del mare, nel tamburellare della pioggia, nello sciabordio delle onde?

La Woolf con il suo retino di farfalle lungo prati verdi e spiagge risucchiate dalla forza delle onde, immersa in una natura selvaggia e insensibile, cerca di afferrare i molteplici pensieri prima che si vaporizzino in un alone di fumo. Agganciare con le unghie la coscienza dell’essere più che dell’azione e cercare di imprigionare gli attimi, i momenti, i pensieri fuggenti e frammentari in una frase, nei colori di un quadro, in una nota musicale.

Ne “Il continuo sforzo di dire la cosa vera anziché quella prevista”
Perché l’essere è poesia, è pittura, è musica. Deve essere verità.
Così da superare la morte e creare fantasmi, spettri visibili nella coscienza, vivi e vegeti.
E svilire la guerra, la società bigotta, le disuguaglianze sessuali, i contrasti familiari saltando in un balzo lo scoglio del tempo.
Completare ciò che è rimasto in sospeso dieci anni prima, raggiunge le luci intermittenti di quel faro, sconosciuto e desiderato, che si scaglia lontano in cerca di un qualsiasi responso.

 

 

E ricompone i colori e le sfumature di quel quadro incompiuto, senza più aspettative e illusioni, libera e svuotata dalle ombre di quello che, finalmente, non c’è più e di ciò che non può avere risposte.

La scrittura, stile allusivo e metaforico, de “Al faro” parte dalla realtà interna dei personaggi. Questi, via via, vanno delineandosi nella materializzazione del loro instancabile fluire della coscienza, centrata sui loro processi mentali.
I ricordi e le riflessioni ostacolano il procedere regolare dell’azione.

Quindi, nessuna trama consistente, nessuna netta delineazione, nessun colpo di scena. Niente di niente. Tuttavia è proprio in questo niente che i personaggi, nel loro interno fluire di domande, di interrogazioni sul senso della vita negli incessanti e ciclici tempi del presente, passato e futuro, acquisiscono una marcatura, lasciano la loro impronta, ergendosi al di sopra del tempo, del dolore e della morte.

 

 

Mi è piaciuta molto la figura di Mrs. Ramsay e il suo intero sforzo di legare e del fluire e del creare e di Lily (alter ego della Woolf?) che con la sua pittura, un quadro iniziato dieci anni prima, ha trasformato il momento fugale, unificando i tre fondamentali tempi verbali, in qualcosa di permanente.

Giacché dell’esistenza non rimane che un’immagine in quadro (o in una foto) che forse sarà appeso o gettato nella soffitta o dimenticato dietro un camino accesso.

“Si chiese che cosa l’avesse spinta a dire: “Siamo nelle mani del Signore”. L’insincerità insinuatasi tra la verità la scosse, la disturbò. Tornò al suo lavoro a maglia. Ma quale Signore avrebbe creato questo mondo? si chiese. Da sempre con la mente aveva constatato che non c’è ragione, ordine, giustizia; ma solo dolore, morte, miseria. Non c’era al mondo tradimento troppo vile che non si potesse commettere; lo sapeva. La felicità non durava; lo sapeva.”

Recensione di Patrizia Zara
AL FARO  Virginia Woolf

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

Commenta per primo

Commenti

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.