
DAI CICLI DI VANI SARCA E ANITA BO A “LE VENTISETTE SVEGLIE DI ATENA FERRARIS”, di ALICE BASSO (Garzanti – gennaio 2025)

Cambio di iniziale:
“Chi non legge mai la Xxxxx
non lo sa cos’è lo yyxxxx”.
Il distico l’ho già proposto parlando di qualcuno dei dieci volumi precedenti, ma stavolta l’ho un po’ rimaneggiato e, soprattutto, l’ho presentato in forma enigmistica, con palese riferimento a “La gara degli indovini”, la rivista online di enigmi assortiti di cui la protagonista di questo nuovo romanzo della Basso è unica redattrice.
Confesso che, andando avanti con la lettura, mi sono un po’ pentito del tono alquanto ridanciano dei miei due versetti iniziali. È vero, rispetto al carattere quasi scostante della ghostwriter Vani Sarca e, viceversa, all’amabilità di Anita Bo, pericolosamente alle prese con i drammi della Torino dell’Era Fascista, questa trentenne strampalata che si guadagna da vivere inventando sciarade, anagrammi e giochetti simili (che a me veramente piacciono parecchio, ma sempre giochi sono), per giunta alle prese con un caso poliziesco piuttosto soft, mi ha fatto in un primo tempo pensare: “Ecco che Alice fa decisamente la ‘cosy’, cioè la giallista che diverte senza provocare infarti per la tensione!”. Anzi, il libro mi è sembrato, fin quasi alla fine, proprio “cosyssimo”; forse anche in maniera eccessiva, a dirla tutta.
Poi tuttavia viene fuori qualcosa che si poteva in effetti già intuire dall’inizio ma che, tra le amenità della trama e i calembour, non affiorava con precisione. Vabbè, adoro lo stile curatissimo, elegantissimo e brillantissimo della nostra pimpante autrice, ma diciamo pure che mi si stava stampando in testa, da qualche parte, con notevole dispiacere, la fatale parola “delusione”… Quand’ecco che il personaggio di Atena viene fuori con quel carattere che “c’era ma non si vedeva”, anche grazie alle capacità affabulatorie di Alice e, per estensione, dei suoi personaggi (lo dico, naturalmente, anche per giustificare la mia superficialità di lettore…). Così la prospettiva cambia. C’è pure una corposa postfazione a chiarire definitivamente le idee. Insomma, la delusione si sgretola.
Tutto perché… Ma non vi aspetterete certo che ve lo dica! Sarebbe contrario ai miei rigidi principi antispoileristici. Non credo che Alice, innamorata com’è della scrittura e della letteratura, me lo perdonerebbe…e avrebbe pienamente ragione!
Di Pasquale Vergara
“Chi non legge Alice Basso manco sa cos’è lo spasso…”
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