
IL RUMORE DEL TEMPO, di Julian Barnes
Barnes racconta, con un lungo monologo in forma di riflessione interiore, la vita dura e non priva di grandi contraddizioni di uno degli artisti più rappresentativi del secolo XX, Dmitrij Šostakovič: prendendo in prestito il titolo da un racconto di Osip Mandl’štam, altra figura di intellettuale “dissidente” la cui presenza è evocata durante tutta la narrazione, il libro racconta gli episodi salienti della vita del grande compositore sovietico, soffermandosi sulla sua anima presa a metà tra il desiderio di dedicarsi interamente alla sua arte e la consapevolezza del pericolo che questa scelta comporta, costringendolo a cercare un compromesso con la politica e il potere, al fine di trovare un equilibrio che salvaguardi la sua integrità di uomo e di artista.
Diviso in tre parti, questo raffinato romanzo dallo stile sobrio ed elegante richiama la più classica delle ripartizioni della musica, la sonata (ma anche l’accordo) e racconta Šostakovič attraverso i suoi sentimenti nei confronti dell’ambiente culturale e politico dell’Unione Sovietica e dei personaggi che lo animano, nel bene e nel male, attraverso il suo anelito alla solitudine e all’isolamento per lasciarsi andare al flusso di emozioni e ricordi dai quali scaturisce la sua ispirazione ma anche attraverso i momenti di sconforto, durante i quali percepisce come tutto rischi di sfuggirgli via, momenti durante i quali l’unica compagnia accettabile è la fedele bottiglia di vodka, immancabile presenza della vita dei russi.
Figura di uomo che vive nel suo tempo ma senza riuscire a trovarsi in armonia con esso, da qui l’idea che il tempo faccia rumore, Šostakovič emerge dal libro di Barnes come l’uomo che riuscì a camminare sul filo del rasoio, che fece della sopravvivenza un’arte e dell’arte una ragione di sopravvivenza e in queste pagine di scrittura raffinatissima e difficile si impone ancora come uno dei più affascinanti personaggi del secolo da poco concluso.
Da leggere.
Recensione di Valentina Leoni
IL RUMORE DEL TEMPO Julian Barnes
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