LA STAZIONE Jacopo De Michelis

LA STAZIONE, di Jacopo De Michelis

 

Recensione 1

Ho passato quasi tutta la vita con questa passione per la stazione di Milano, trovavo qualsiasi scusa per andare a prendere o accompagnare parenti e amici e il perché non lo capivo mai fino in fondo.Tanta gente, la più disparata, poveri, ricchi, lavoratori, studenti, gente in difficoltà che dormiva sulle panchine, tutti sempre di fretta perché la stazione di Milano riflette i ritmi di questa città e tutto si muove velocemente come d’altronde Milano sembra chiedere. Ma l’attenzione che avevo fissa su questo monumento imponente, suscitata da un’attrazione inspiegabile suscitata da questo crocevia di genti, nascondeva in realtà una convinzione che ho sempre tenuto un po’ per me…i misteri che sentivo poteva celare dietro porte, sotterranei e via dicendo fino a che un bel giorno scopro questo libro, che svela sospetti e pensate che avevo sempre avuto. Dietro, sotto e affianco, questa stazione ha un proprio mondo.

L’autore, con una scrittura ricca, piacevole e scorrevole, creerà un bel giallo intricato e con storie parallele che s’intrecciano, non sarà importante scoprire il colpevole ma sarà molto appassionante seguire i personaggi principali e secondari e soprattutto aprire la mente ad una possibilità inconsueta e improbabile ma aggiungo io non impossibile….la Stazione di Milano, i suoi ambienti, le persone che vediamo sono solo quelle o c’è qualcosa che sfugge alla vista e che fa parte di un mondo altro, non lontano ma non alla portata di tutti? Lo lascio scoprire a chi avrà voglia di leggere questo libro…io, da oggi, mi sento un po’ meno sola, i pensieri e i timori che avevo fin da giovane, che la Stazione avesse qualcos’altro da raccontarci, potrebbero essere reali e De Michelis è stato capace di farlo.

Recensione di Maria Bal

Recensione 2

La storia narrata si svolge a Milano nei primi anni 2000 e ha come protagonista Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore di polizia, figlio d’arte.

La sua seconda o meglio prima casa è diventata da pochi giorni, la monumentale stazione centrale di Milano.

Carattere focoso, poco incline alle regole, mina vagante ma pronto a farsi in quattro per aiutare qualcuno, Mezzanotte scopre girando per la stazione, una serie di animali selvaggiamente mutilati.

Chi può essere stato ? Quale potrebbe essere il profilo del killer a quattro zampe ?

In reparto viene deriso perché il caso non interessa a nessuno ma il nostro ispettore è convinto che dietro questa carneficina si possa nascondere qualcosa di molto grave o addirittura angosciante.

Intanto conosce Laura Cordero, volontaria in un centro di assistenza per disadattati della stazione. Bella, ricca, enigmatica e ora novella investigatrice che non a caso scopre qualcosa di inquietante nei dintorni della centrale. Nulla ha che vedere con animali. Eppure…

Prepariamoci ad un lungo viaggio tra i sotterranei misteriosi della stazione di Milano. Un viaggio irto di pericoli ma estremamente appassionante.

Leggendo questo libro mi sono sentito esploratore nel “Viaggio al centro della terra ” per poi trasferirmi sul set di un film poliziesco fino a calarmi totalmente in atmosfere sataniche condite da riti wudù.

Tutto ciò restando sempre comodamente aggrappato al filone della storia al punto da desiderare di cambiare frequentemente ruolo e scenario.

Questo libro è il risultato di un grande piatto dove gli ingredienti sono perfettamente amalgamati tra loro : giallo poliziesco, romanzo storico, romanzo d’avventura e una piacevole spolverata di thriller.

Complimenti

allo chef..ops autore che ha utilizzato una scrittura scorrevole e incalzante, alternando sapientemente dialoghi e descrizioni senza dimenticare il coraggio di lanciarsi in una sfida insidiosa: correre senza soste per ben 870 pagine !

Recensione di Marcello Avigo

LA STAZIONE Jacopo De Michelis

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L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

1 Commento

  1. Possibile apprezzare un romanzo che in poche pagine di estratto sfodera alcuni sfondoni lessicali da matita rossa? Per esempio: “Torna pure a fare il tuo lavoro, *******, che il mio lo so fare…” , senza accento sul che!? L’Autore conosce la differenza tra che e ché (perché)? Non sembra.
    “Chiamò quattro uomini e gli fece cenno di seguirlo”, “gli”? Ma non erano 4? Dov’è finito il corretto “loro”? Sorvoliamo sulle descrizioni ridondanti, noiose, macchinose… Per arrestare un tifoso violento su un treno in una situazione peraltro inverosimile, servono 6 pagine, quando sarebbero troppe 6 righe. Mah!

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