
LA VITA FINO A TE, di Matteo Bussola
Quello tra me e questo autore è un amore grande. Un amore corrisposto, perché la sua scrittura mi restituisce ciò che la mia ammirazione esige e di cui ha bisogno.
L’ho scoperto tardi il Bussola, in età adulta. All’età giusta, forse. Giusta per me, almeno.
La vita fino a te non è un romanzo, ma una sequenza di immagini, pensieri, racconti, punti di vista.
Io l’ho letto nel giusto ordine ma è un romanzo che si può aprire in una pagina a caso, in un giorno a caso, in un momento a caso. Soprattutto se è un momento di merda in un giorno di merda. Ma anche se sta andando tutto bene. Perché si sa, è un attimo cadere, ed è un attimo rialzarsi. E mica lo sai, quando ti tocca fare l’una o l’altra cosa. In entrambi i casi, una paginetta di Bussola è una buona compagnia.
È un libro che parla dell’amore, della sua perdita, delle sue possibili evoluzioni. Ma anche delle evoluzioni che ci riguardano al di là dell’amore, o magari in conseguenza dell’amore, chi lo sa.
Vale la pena avere questo libro sul comodino, e concedersi una coccola per l’anima di tanto in tanto.
Un libro che può essere riletto a frammenti, goduto più volte, apprezzato con continuità.
Lo avessi letto in altri momenti della mia esistenza lo avrei ritenuto forse banale. Ma in questo momento della vita è tutto tranne che banale.
Lo consiglio a tutti. Se non vi piace, riprovate in un momento diverso della vostra esistenza.
Se inciampate in questo libro nel momento giusto, gli sarete grati.
Recensione di Giulia Baroni
LA VITA FINO A TE Matteo Bussola
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