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STORIA SENZA EROI, di Piero Marrazzo (Marsilio – ottobre 24)
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Storia senza eroi è il racconto di una vicenda senza figure mitizzate o salvatori, ma con persone reali, con le loro contraddizioni e debolezze. Già la scelta del titolo suggerisce molte riflessioni sulla società e sulla politica: Una società in cui servono eroi è una società in crisi, incapace di risolvere i propri problemi ; in politica è spesso un’illusione, ogni leader è prima di tutto un essere umano con pregi e difetti.
L’autore , nel 2009, è rimasto vittima di uno scandalo che lo ha travolto, più per il pregiudizio che per il fatto in sé; la società italiana, e soprattutto la politica, sono spesso ipocrite: da un lato, tollerano o addirittura celebrano certi comportamenti se rientrano in una narrazione “maschilista” e di potere; dall’altro, puniscono duramente chi devia da certi schemi, specie se mostra fragilità o si discosta dalla “normalità” imposta.
L’autore condivide il detto: “La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”, e, sa, che soprattutto in politica esiste la necessità di essere integri e anche di apparirlo:
L’immagine e la percezione contano quanto, se non più, della realtà.
Riconosce che le esperienze individuali anche quelle dolorose e controverse, possono diventare strumenti di comprensione, cambiamento e servizio alla collettività. Con il supporto di amici e terapeuta e l’amore delle figlie, che lui non è riuscito a proteggere, ma che sono riuscite a perdonarlo, ha saputo parlare anche se con fatica di sentimenti e stati d’animo e a raccontare la storia della propria famiglia, che mescola memoria e riflessione, dove il passato e il presente si intrecciano. Le figlie Giulia, Diletta e Chiara hanno contribuito alla narrazione fornendo una prospettiva diversa rispetto all’autore. Raccontano la storia attraverso i loro occhi, i loro ricordi e le loro emozioni, arricchendo la vicenda principale con una visione personale e complementare.
Non esiste un rapporto diretto di causa-effetto tra la sua storia e quella della famiglia a New York, esiste comunque un legame profondo.
Amara riflessione:
“Avevo accettato l’ipocrisia del silenzio che custodisce i segreti, avevo poi ritrovato tutto questo nella vita dei miei familiari” ma “il sarcofago prima o poi si aprirà, e la verità uscirà, esplodendo in modo ancora più forte, forse addirittura violento.”
Doppio filo narrativo,
da un lato, la storia personale dell’autore e della sua famiglia; dall’altro, la grande Storia!!!
Emozionante.
Buona lettura
Recensione di Francesca Armentano
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